Nuove analisi sul campo magnetico di Giove dalle sonde Juno

di Paolo Clerico

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Giove, il gigante gassoso del nostro sistema solare, continua a rivelare segreti che sfidano la comprensione scientifica. Le sonde Juno della NASA, in orbita attorno al pianeta dal 2016, hanno recentemente fornito dati aggiornati e sorprendenti sul campo magnetico di Giove, mostrando una complessità molto maggiore di quanto si fosse ipotizzato fino a pochi anni fa. Queste informazioni non solo ampliano la nostra conoscenza di Giove, ma offrono spunti cruciali per comprendere la formazione dei pianeti giganti e la dinamica dei loro campi magnetici.

Il campo magnetico di Giove

Il campo magnetico di Giove è il più potente tra tutti i pianeti del sistema solare, circa 20.000 volte più intenso di quello terrestre. Esso genera una magnetosfera enorme, in grado di estendersi fino a milioni di chilometri nello spazio e di proteggere il pianeta dal vento solare. La sua complessità si riflette in aurore spettacolari e in fenomeni di emissione radio che possono essere rilevati anche dalla Terra.

Prima delle missioni Juno, la conoscenza del campo magnetico gioviano derivava da osservazioni indirette e dati raccolti dalle sonde Voyager e Galileo. Questi dati suggerivano una struttura relativamente regolare, con un polo nord e un polo sud definiti. Tuttavia, le nuove misurazioni hanno evidenziato irregolarità, variazioni locali e picchi di intensità inattesi, rivelando un quadro molto più articolato.

Le osservazioni di Juno

La sonda Juno orbita attorno a Giove in traiettorie polari, passando vicino al pianeta per raccogliere dati ad alta precisione. Gli strumenti magnetometri a bordo misurano la direzione e l’intensità del campo magnetico con dettagli senza precedenti, mentre altre strumentazioni rilevano particelle cariche, radiazioni e dinamiche atmosferiche.

Le ultime analisi indicano che il campo magnetico non è uniforme: alcune regioni mostrano anomalie notevoli, dove l’intensità supera di gran lunga la media globale. Queste zone sono state definite “hotspot magnetici” e sembrano collegate a correnti profonde all’interno del mantello gassoso di Giove.

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