L’universo continua a sorprenderci con fenomeni estremi e misteriosi, e l’ultima osservazione di un getto magnetico insolito attorno a un buco nero si aggiunge a una lunga lista di scoperte che sfidano la nostra comprensione della fisica. I getti relativistici – flussi di particelle ad altissima energia espulsi dai pressi di un buco nero – non sono una novità per gli astronomi, ma ciò che rende questa osservazione particolare è la struttura magnetica e la dinamica complessa del getto, mai vista con tale dettaglio fino ad oggi.
Cosa sono i getti dei buchi neri
I buchi neri supermassicci, presenti al centro di galassie come la nostra Via Lattea o in galassie lontane, sono circondati da dischi di accrescimento costituiti da gas, polvere e plasma. Parte del materiale viene attirata all’interno del buco nero, mentre una porzione viene espulsa sotto forma di getto. Questi getti possono estendersi per migliaia di anni luce e trasportano enormi quantità di energia, influenzando la formazione stellare e la dinamica della galassia circostante.
Il fenomeno è reso possibile da campi magnetici estremamente potenti, che incanalano il plasma lungo linee definite, come se il getto fosse guidato da una sorta di “binario invisibile”. La teoria della magnetoidrodinamica predice questi comportamenti, ma ogni osservazione pratica fornisce dettagli preziosi su come questi processi avvengano nella realtà.
L’osservazione recente
Gli strumenti più avanzati in radioastronomia e nelle lunghezze d’onda submillimetriche hanno permesso di individuare una configurazione magnetica insolita attorno a un buco nero situato a milioni di anni luce dalla Terra. Il getto mostra una torsione e una struttura a spirale che non erano mai state registrate con tale chiarezza.
I telescopi coinvolti hanno combinato più osservazioni contemporanee, sfruttando tecniche di interferometria che aumentano la risoluzione fino a poter distinguere dettagli minimi nel plasma in movimento. La combinazione di dati in differenti lunghezze d’onda ha permesso di ricostruire la geometria tridimensionale del getto, confermando che la disposizione magnetica è molto più complessa di quanto si fosse ipotizzato.
