Mappatura dettagliata della Via Lattea grazie al telescopio Gaia

di Paolo Clerico

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La nostra galassia, la Via Lattea, ha da sempre affascinato astronomi e appassionati di spazio per la sua complessità e vastità. Grazie al telescopio spaziale Gaia, lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), oggi possiamo ottenere una mappatura senza precedenti di stelle, nubi di polvere e strutture galattiche, creando un vero e proprio atlante tridimensionale del nostro universo vicino. Questa missione ha rivoluzionato il modo in cui osserviamo la galassia e ci permette di comprendere fenomeni che fino a pochi anni fa restavano oscuri.

Gaia e la sua missione

Gaia è stato lanciato nel 2013 con l’obiettivo di misurare con precisione la posizione, la distanza e il moto di oltre un miliardo di stelle. Utilizza tecnologie di astrometria avanzata per determinare coordinate stellari con una precisione mai raggiunta prima, fino a millesimi di secondo d’arco. La missione non si limita a rilevare posizioni: Gaia misura anche luminosità, colore e composizione di ciascuna stella, creando un quadro dettagliato della popolazione stellare della Via Lattea.

L’obiettivo principale è comprendere la struttura della galassia, la distribuzione della massa, i moti delle stelle e la storia evolutiva. In altre parole, Gaia non ci permette solo di vedere dove si trovano le stelle, ma anche di ricostruire il passato della galassia, come se stessimo leggendo un diario cosmico lungo miliardi di anni.

Risoluzione e dettagli senza precedenti

Prima di Gaia, le mappe della Via Lattea erano incomplete o approssimative. Le osservazioni terrestri e satellitari precedenti fornivano dati su milioni di stelle, ma la precisione era limitata dalle distorsioni atmosferiche o dalla sensibilità degli strumenti. Gaia ha superato questi limiti grazie alla sua posizione nello spazio, lontano dall’atmosfera terrestre, e alla combinazione di strumenti ottici e fotometrici altamente sofisticati.

I dati raccolti hanno permesso di distinguere stelle vicine da quelle lontane, di osservare ammassi stellari con dettaglio senza precedenti e di mappare regioni dense di polvere e gas. Questo ha consentito di ricostruire la struttura a spirale della galassia e di identificare correnti stellari, residui di galassie più piccole inglobate nel passato dalla Via Lattea.

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